Archivio dello studio

Cerca nei documenti, nelle email e in WhatsApp con una sola domanda.

Vera mantiene sul tuo Mac un indice dei documenti dello studio. Quando fai una domanda, cerca in quell’indice e, solo se glielo chiedi, consulta anche Gmail o una chat WhatsApp.

La run Studio Archive e la ricerca nei file collegati funzionano in Codex e Cowork. Gmail usa il connettore del conto scelto; WhatsApp Desktop resta un percorso Codex specifico.

La cartella è l’archivio. L’indice è il catalogo che rende i documenti ricercabili.

Da dove si parte

1. Scegli la cartella dello studio.

Può essere locale oppure condivisa e già sincronizzata sul Mac. Ogni cartella cliente diventa un perimetro di ricerca preciso.

Gli originali

Restano dove sono.

Vera legge la cartella senza spostare o rinominare i documenti.

Il catalogo locale

Un indice privato sul Mac.

Contiene il testo ricercabile e il percorso del file originale, non una seconda copia della cartella.

Gli aggiornamenti

Nuovi, modificati, rimossi.

Vera riconosce ciò che è cambiato e aggiorna soltanto la parte necessaria.

Il punto importante

La ricerca è meccanica. L’interpretazione usa il modello selezionato.

Sono due lavori distinti. Il primo costruisce e interroga il catalogo; il secondo capisce la domanda e prepara la risposta.

Regole fisse e ripetibili

Che cosa fa il codice

  • Trova tutti i file supportati.
  • Estrae e divide il testo in passaggi ricercabili.
  • Calcola un’impronta del file per riconoscere le modifiche.
  • Aggiunge, aggiorna o rimuove i file dall’indice.
  • Mantiene separata la cartella di ogni cliente.
  • Cerca parole e frasi nell’intero testo.

Nessun modello decide quali documenti indicizzare o ignorare. Non viene creato un database di embeddings.

Giudizio del modello

Che cosa fa il modello

  • Interpreta la domanda e prepara le ricerche.
  • Valuta quali passaggi trovati sono davvero pertinenti.
  • Riapre il documento utile e controlla che non sia cambiato.
  • Costruisce una risposta con i riferimenti alle fonti originali.

I risultati della ricerca sono candidati: non diventano automaticamente fatti corretti solo perché sono stati trovati.

Eccezione: per i documenti scansionati puoi attivare separatamente l’OCR. In quel caso un modello prova a trascrivere il testo presente nelle immagini e il risultato va verificato visivamente.

Le tre fonti

Documenti sempre disponibili. Gmail e WhatsApp solo su richiesta.

Le tre ricerche restano separate. Puoi usare solo i documenti oppure chiedere esplicitamente di controllare anche i messaggi.

Fonte 1 · locale

Documenti

Vera cerca nell’indice del cliente scelto e apre i file originali utili per verificare e citare i passaggi.

Esempio “Che cosa prevede il contratto di Rossi sulla disdetta?”
Dove rimane Il documento resta nella cartella dello studio; l’indice resta sul Mac.
Fonte 2 · in diretta

Gmail

Colleghi separatamente il connettore Gmail in sola lettura disponibile nel runtime scelto. Confermi l’indirizzo completo del cliente e Vera cerca in quel momento i messaggi necessari.

Esempio “Controlla anche Gmail: Rossi ha scritto quando invierà l’estratto conto?”
Dove rimane Le email restano in Gmail e non entrano nell’indice dei documenti.
Fonte 3 · sullo schermo

WhatsApp Desktop

Confermi il numero esatto. Codex usa Computer Use per aprire una chat individuale nell’app già autenticata e leggere soltanto i messaggi visibili che servono.

Esempio “Controlla nella chat di Rossi se ha confermato la data.”
Dove rimane La chat resta in WhatsApp. Aprirla può segnare messaggi come letti e lo storico visibile può essere incompleto.
Esempio concreto

Una domanda, tre controlli, una risposta con le fonti.

Non devi salvare le email nella cartella Rossi o esportare la chat.

“Per Rossi, cosa manca e quando ha promesso di inviarlo? Controlla documenti, Gmail e WhatsApp.”

Documenti

Vera controlla nella cartella Rossi quali file sono presenti e quali mancano.

Gmail

Cerca l’email in cui Rossi ha promesso una data di invio.

WhatsApp

Controlla se nella chat individuale Rossi ha poi confermato quella data.

Risposta

Riunisce ciò che ha trovato e indica da quale documento o messaggio deriva ogni punto.

Il documento dice che manca l’estratto conto; l’email promette venerdì; WhatsApp conferma la stessa data.

Uno studio piccolo

È utile da soli e funziona anche in due.

La configurazione rimane semplice: una cartella esistente, un indice locale per persona, i propri account.

Se lavori da solo

Configuri la cartella una volta. Poi puoi chiedere, per esempio, che cosa manca per Rossi o che cosa prevede il suo contratto senza aprire ogni file a mano.

Se lavorate in due

Fabio e Paolo possono sincronizzare la stessa cartella dello studio sui loro Mac. Ognuno crea il proprio indice locale e collega i propri Gmail e WhatsApp.

I documenti possono essere gli stessi; indice, email, chat e sessioni del modello restano separati per ciascun professionista.

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Guarda il flusso completo.

Dalla cartella dello studio alla ricerca con regole fisse, poi Gmail e WhatsApp solo quando servono.

Dove rimangono i dati

Ogni fonte resta nel suo posto.

Vera non carica l’intero studio in un nuovo archivio online.

Fonte Dove rimane Come viene usata
Documenti Cartella dello studio e indice locale sul Mac Ricerca testuale; il file originale viene riaperto prima di citarlo
Gmail Nella casella Gmail collegata Ricerca in diretta, in sola lettura, solo quando richiesta
WhatsApp Nell’app WhatsApp Desktop Consultazione sullo schermo, solo quando richiesta
Risposta Nella conversazione Codex o Cowork selezionata Combina soltanto i contenuti pertinenti trovati

Gmail e WhatsApp vengono consultati solo quando lo chiedi e non vengono copiati nell’indice dei documenti.

I contenuti selezionati per rispondere possono essere elaborati nel contesto Codex o Cowork secondo le impostazioni del tuo account.

Per iniziare

Collega la cartella dello Studio in Codex o Cowork.

La run portatile e la ricerca locale usano la cartella collegata. I percorsi con controllo di WhatsApp Desktop o Chrome visibile restano disponibili solo dove è presente l’adattatore Codex verificato.

Indica la cartella dello studio che usi già.

Chiedi a Vera di configurare e aggiornare l’indice.

Fai una domanda indicando il cliente preciso.

Se serve, chiedi esplicitamente di controllare anche Gmail o WhatsApp.

Quali dati arrivano al modello

L’indice completo resta sul Mac. Al modello arrivano la domanda e le evidenze aperte per rispondere.

Il codice indicizza localmente tutta la popolazione supportata, entro 50.000 file e 50 GB; il modello non riceve l’indice né una copia automatica dell’intero archivio. Se l’archivio supera questi limiti, l’aggiornamento si ferma prima della ricerca.

Documenti locali

Il modello riceve il cliente e il perimetro scelti, la domanda, i percorsi relativi e fino a 20 passaggi candidati con estratti, impronte, riferimenti e limiti di estrazione. Per ogni fonte usata riceve il passaggio aperto e, se necessario, fino a due passaggi adiacenti per lato; ciascun passaggio è limitato a 24.000 caratteri.

Gmail

Al modello arrivano, con gli stessi limiti: account collegato; nome o identificativo del cliente solo per una ricerca iniziale fino a 20 candidati quando manca un indirizzo confermato; poi indirizzi email o PEC completi confermati, ricerche in gruppi di massimo 10 indirizzi e fino a 20 risultati per pagina, con paginazione solo se serve alla copertura richiesta. Arrivano quindi mittente, destinatari disponibili, oggetto, data, estratto e soltanto i corpi, thread o allegati selezionati. Cambia il connettore dell’account, non il perimetro professionale; la casella completa non viene copiata.

WhatsApp Desktop

Solo in Codex arrivano nome o identificativo e numero completo del cliente, identità della chat individuale verificata, mittente, testo o didascalia, orario e riferimento sullo schermo dei soli messaggi visibili necessari. Le anteprime delle altre chat prima della verifica restano nel controllo locale e non vengono restituite al modello.

Incarico e Drive

Per scegliere il cliente, il modello riceve tutti i record con etichetta, stato e ID opachi. Riceve anche il numero di email, nomi legali e codici fiscali registrati, ma non i valori. Se ne fornisci uno, il codice restituisce solo le corrispondenze esatte.

Durante il run, il modello riceve gli ID di cliente, incarico e run e i percorsi locali necessari. Con l’MCP locale, le operazioni restano legate al run corretto. Senza MCP, restano disponibili il ledger e i file canonici, ma Vera non dichiara salvata o applicata una decisione senza un artefatto persistito.

Per rivedere il riordino, il modello riceve l’intero snapshot, entro 5.000 file e 2 GB: percorsi proiettati, nomi, tipi, dimensioni, date, riferimenti opachi e duplicati esatti. Hash grezzi, ID Drive, versioni, capacità e percorsi assoluti restano locali. Dei documenti aperti riceve solo testo limitato.

Non c’è anonimizzazione automatica. I riferimenti tecnici del riordino sono pseudonimizzati, ma identità del cliente, nomi, percorsi proiettati, date e contenuto selezionato restano quando servono al lavoro professionale. Credenziali, token, cookie, identità private non selezionate, hash grezzi, l’indice completo e le anteprime WhatsApp non verificate restano esclusi. Account, conservazione e addestramento →